
#Quantaluce è un progetto del fotografo napoletano Carlo Arace, nato dall’idea di legare Napoli alla fotografia, lasciando da parte quei preconcetti e quegli stereotipi che da sempre caratterizzano la città di Napoli: pizza, Vesuvio e mandolino.
Per la mostra #quantaluce, Napoli è una scommessa; in bilico tra la città e la gente, tra luci ed ombre:
la città, intesa come piazze, vie, luoghi, monumenti e palazzi, che rappresentano il “capitale immobile”, fisso e duraturo nel tempo: la luce;
le persone, intese come i “fruitori dei luoghi”, siano essi abitanti abitanti o nomadi viandanti, che compongono invece il “capitale variabile” nel tempo e del tempo: le ombre.
La luce è un elemento fondamentale nella fotografia; ci si può giocare all’infinito, plasmandola, nascondendola o esaltandola. Così è Napoli, con la sua luce viva e splendida sul lungomare mentre si riflette sugli scogli di Via Caracciolo, ma anche nascosta nei vicoli dei quartieri del centro storico. Un contrasto di luci esplose ed ombre chiuse che si fondono, si amalgamano in un perfetto bianconero, come in una fotografia.
Il contrasto tra luci ed ombre – frutto di una costante e determinata ricerca – è l’essenza di #quantaluce. Esso richiama prepotentemente il contrasto che da sempre caratterizza la città di Napoli: l’eleganza del palazzo Serracassano di Montecalvario che convive col degrado architettonico nel quale è inserito, il silenzio di morte della Napoli Sotterranea con la chiassosa vitalità del quartiere sovrastante.
#Quantaluce si inaugura al Palazzo delle Arti, in Via dei Mille, il 10 Settembre 2014 alle ore 17.30, in esposizione fino al 25 Settembre, con le fotografie di Carlo Arace accompagnate dalle scritture brevi di Maurizio di Giovanni e le musiche di Bert.
La mostra è aperta dal lunedì al sabato (escluso il martedì) dalle ore 9.30 alle 19.30 e la domenica dalle 9.30 alle 14.30. Per effettuare un viaggio itinerante nella mostra di #quantaluce contatta preventivamente Carlo Arace al numero: 339-2349828
Carlo Arace nasce nel sessantotto. Fotografo per passione e diletto, incontra la fotografia giovanissimo grazie ad una Olympus presa in prestito dallo zio. Ben presto si accorge che guardare attraverso il mirino di una macchina da presa istantanea e fermare attimi, rappresenta una necessità alla quale non può fare a meno. Introverso, solitario, sperimentatore e mancino. Amante della musica e delle arti visive, fotografa principalmente eventi musicali e teatrali. È fotografo ufficiale di varie rassegne musicali.

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