Errori comuni in fase di sviluppo e stampa fotografica

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Spesso può capitare di riscontrare dei “difetti” in fase di stampa delle proprie foto scattate con l’effetto bianco e nero. Tali errori sono di frequente causati dagli scatti effettuati.
Di seguito ne elenchiamo alcuni:

STAMPA SOTTOSVILUPPATA

Questo tipo di errore si verifica quando si setta l’esposizione sotto l’ingranditore ad un livello troppo elevato ed in fase di sviluppo è possibile notare tale problema in alcune parti dell’immagine che risulteranno annerite.

NEGATIVO POLVEROSO

Il negativo attira notevolmente la polvere e i più piccoli corpi estranei in fase di stampa risultano notevolmente evidenti.
Per evitare questo disagio è necessario avare maggiore cura deli negativi riponendoli negli appositi contenitori di carta (evitate quelli in vetro) e tenendoli puliti aiutarsi con l’ausilio di prodotti antistatici.
Sulla stampa finita, inoltre, è possibile ritoccare i punti bianchi dovuti alla polvere con del colore grigio per ritocco o anche una matita da disegno morbida N° 1.

CATTIVA AGITAZIONE

Questo errore viene commesso quando si immerge con poca cura la carta nel rivelatore o nel bagno d’arresto, di conseguenza, con un corretto sviluppo, anche una foto mal immersa nel rivelatore all’inizio del trattamento, ha in seguito il tempo di annerirsi uniformemente su tutta la superficie.
Per evitare questo problema è consigliabile fare molta attenzione alla fase di immersione della foto nella bacinella per impedire eventuali sacche d’aria tra il rivelatore e la carta.
Molti pensano che immergendo la foto con l’emulsione rivolta verso il basso si riesca ad ottenere un imbibimento più sicuro. Nulla di più falso. E’ consigliabile, invece, immergere la foto con l’emulsione rivolta verso l’alto e spingere la carta nel fondo della vaschetta con le apposite pinze per ottenere un risultato ottimale.

MACCHIE DI FISSAGGIO

Le macchie di fissaggio consistono in delle impronte chiare presenti sulla foto e sono causate dal tocco della carta con mani sporche di fissaggio in fase di sviluppo.

MOSSO IN STAMPA

Una fotografia mossa si può ottenere in diversi modi. Toccando dell’ingranditore durante l’esposizione, togliendo il filtro rosso ad ingranditore acceso e carta sul piano di lavoro, muovendo inavvertitamente la carta sul piano di lavoro e anche a causa dell’utilizzo di carte che tendono ad incurvarsi (baritate).
E’ consigliato utilizzare in fase di stampa un marginatore, che fa si che la carta assuma una posizione distesa e ferma.

MACCHIE FANTASMA

Tali macchie presentano contorni nitidi e si ripetono su tutte le stampe, anche di diversi negativi. Sono dovute alla presenza di corpi estranei su alcune parti della macchina come il condensatore o l’obiettivo.

CATTIVO FISSAGGIO

Una causa di cattivo fissaggio può derivare da una sovrapposizione di più stampe nella stessa bacinella che può causare un attrito tra le foto bloccandone il fissaggio.
Un litro di fissaggio è in grado di trattare fino a 1,5 metri quadrati di carta (circa 25 stampe di formato 18×24) e bisogna evitare il riutilizzo alcuni giorni dopo la preparazione.

BIANCHI SPORCHI

I bianchi sporchi sono delle gradazioni di grigio ottenute in zone che dovrebbero essere stampate in bianco. Sono causati da una dispersione di luce in camera oscura oppure dal tentativo di stampare negativi troppo densi.
Nel primo caso è necessario curare la tenuta alla luce dell’ingranditore e della camera oscura, nel secondo, basta stampare su carta più contrastata.

“spyke”

Quando è corretto adottare un filtro fotografico

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I filtri fotografici non sono necessari per tutti gli scatti. Molte fotografie possono infatti essere eseguite senza filtri ma comunque con ottimi risultati.
Quando si intende fotografare in bianco e nero è utile osservare il soggetto attraverso una successione di filtri colore per controllare se qualche colore produce un miglioramento apparente nella separazione della luminosità relativa.
Nella fotografia a colori di un panorama vale la pena di tentare l’uso di un filtro polarizzatore per vedere se è possibile migliorare la resa del cielo o se magari viene eliminata la foschia.
Quando nello scenario sono presenti riflessi visibili conviene provare ad inserire un filtro polarizzatore per tentare di migliorare l’immagine.

Per la fotografia digitale il discorso cambia notevolmente. Gli scatti eseguiti in bianco e nero non sono altro che foto a colori su cui viene effettuata una conversione facilmente modificabili con un programma di fotoritocco. Per questo motivo è molto più semplice effettuare fotografie a colori con i filtri inseriti, così da catturale le caratteristiche migliori, e poi successivamente modificarle con un software di grafica.

Per scegliere il filtro più adatto alla fotografia che si intende creare ecco alcuni piccoli consigli:

1. Un filtro dovrebbe essere usato solo quando serve.

2. Il tipo di filtro deve essere quello adeguato allo scopo prefissato.

3. All’atto dell’acquisto occorre fare attenzione alla qualità della marca (i filtri di vetro più economici possono risultare un misero affare).

4. Il filtro deve essere montato correttamente.

5. Sul vetro smerigliato e con le macchine reflex, la messa a fuoco finale deve essere effettuata con il filtro già inserito sull’obiettivo.

“Pastrugni”

Il Filtro Polarizzatore

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Il filtro polarizzatore non è altro che un utilissimo strumento per eliminare i riflessi dalle superfici lucide delle vostre fotografie.

Il funzionamento di questo filtro è basato sul fenomeno fisico della polarizzazione e ne esistono di due differenti tipi: lineare e circolare.

La luce, generalmente, circola libera in diverse direzioni ma quando tale luce (soprattutto una luce solare diretta) si “scontra” con una superfice lucida con un angolo superiore a un certo valore viene riflessa polarizzata in una certa direzione.
Un polarizzatore lascia passare solo la luce polarizzata con un certo angolo evitando così il riflesso sull’oggetto.

L’utilizzo principale dei polarizzatori è quello di scurire il blu del cielo in una foto mettendo in risalto le nuvole biancastre nonchè di rendere più saturi i colori della fotografia, sopratutto se si tratta di un paesaggio.

“JL”

Caratteristiche di una fotocamera digitale

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Se avete acquistato una fotocamera digitale per la prima volta vi sarete di sicuro persi nelle numerose caratteristiche specificate nel libretto d’istruzioni. Prima di guardare le specifiche tecniche dovete pensare all’uso che ne volete fare ed al tipo di fotografie che desiderate scattare.
Scattate più di frequente foto al coperto? Questo determinerà il tipo di flash di cui avrete bisogno.
Scattate spesso foto statiche (come a monumenti, palazzi, oggetti) oppure azioni sportive in movimento? Questo determinerà la scelta del miglior obiettivo sul mercato.
Dovete scattare foto panoramiche con un ampio raggio, soggetti per ritratti oppure riviste o scritti? Ciò vi porterà ad osservare nella fotocamera da acquistare la lunghezza focale delle lenti e, se credete di aver bisogno spesso dello zoom, lenti aggiuntive o lenti più grandi.

Ci sono moltissime fotocamere digitali con differenti caratteristiche che spesso risultano complesse da comprendere e che determinano l’effetto finale della vostra fotografia. Per questo motivo, vi proponiamo uno schema che potrebbe risultarvi utile quando sceglierete la vostra nuova macchinetta fotografica.
Tenete conto che una checklist provvede solo a indicarvi la giusta linea da seguire per il vostro acquisto dato che nel tempo le caratterstiche di sicuro andranno a modificarsi nonchè ad aumentare.
La qualità delle lenti e degli obiettivi è difficile da classificare visto che è la qualità del software interno della fotocamera che determina gran parte della buona riuscita di ogni immagine che andrete ad immortalare.

TIPI DI FOTOCAMERE DIGITALI

Fotocamera a Megapixel: ottima qualità di stampa al di sopra di 8×10.
Fotocamera a Multi-megapixel: notevolmente alta la qualità di stampa e alta risoluzione delle foto scattate. Eccellente stampa al di sopra di 8×10 (o superiori).
Fotocamera Professionale: dispendiosa ma realmente utile per esprimere la propria creatività.

SENSORI DELL’ IMMAGINE (IMAGE SENSORS)

Sensore CCD: l’immagine risulta ottima ma è molto caro.
Sensore CMOS: abbassa un po la qualità dell’immagine ma in compenso è meno dispendioso.
Risoluzione: una buona risoluzione determina una buona stampa dell’immagine.
Aspect Ratio (proporzione di un pixel): rapporto tra larghezza e altezza del sensore.
Profondità del colore: 30 è ottimo ma 24 è sufficiente.
Sensibilità: un buon valore ISO determina la “velocità” o sensibilità alla luce in modo da non aver bisogno di una forte fonte luminosa per ottenere una buona esposizione.
Qualità dell immagine: dare poca compressione alle immagini sarebbe ottimale ma così occupano molto più spazio nella memoria della camera. Il formato non compresso delle immagini sarebbe il migliore ma i files risulteranno davvero troppo grandi.

DOWNLOAD DELLE IMMAGINI

Cavo Seriale: la porta più lenta del computer.
Porta Parallela: la seconda porta più lenta del computer ma molto più veloce della seriale.
Porta SCSI: una porta ragionevolmente veloce ma può essere difficoltosa da configurare.
Porta USB: la porta più veloce disponibile, ideale per il trasferimento delle immagini digitali.
Porta IEEE 1394 (Firewire): la porta di sicuro più veloce ma non ancora totalmente disponibile.
Adattatore Card: un adattatore nel quale si inserisce un dispositivo di memorizzazione (card).
Lettore di Card: un piccolo congegno che si collega al computer tramite un cavo. Per trasferire i files basta togliere la card dalla fotocamera ed inserirla in questo strumento di lettura.
Connessione ad infrarossi: un meccanismo wireless (senza fili) per trasferire le immagini. Non è molto veloce e spesso la connsessione si blocca.
Download diretto alla stampante: alcune combinazioni fotocamera-stampante permettono di bypassare il computer quando desiderate stampare le foto direttamente.
Da Fotocamera ad e-mail: permette di allegare le immagini alle e-mail direttamente dalla fotocamera.
Posizione Web: permette di inviare on-line le foto direttamente dalla fotocamera.

COMPRESSIONE DELLE IMMAGINI

JPEG: il formato di compressione più comune utilizzato dalle fotocamere digitali.
CCD Raw: un formato non compresso che contiene tutti i dati forniti dall’immagine.
TIFF: Il formato più dispendioso di informazioni e meno usato nelle fotocamere digitali.

LENTI / OBIETTIVI

Taglio Focale: determina l’angolo di convergenza della lente.
Zoom: lo zoom ottico è il migliore.
Sistema Macro: una lente che permette di fotografare soggetti molto da vicino e dare la parvenza che siano enormi.
Lenti Intercambiabili: ti permettono di cambiare la lunghezza focale.
Accessori: alcune fotocamere permettono di agganciare accessori alle lenti come filtri o adattatori.
Apertura Massima: una grande apertura della lente è la migliore se si effettuano pose con poca luce o in movimento.
Lenti Rotanti: permette di posizionare indipendentemente la macchinetta e l’obiettivo per effettuare foto a folle eccessive oppure angolari.
Vetro o Plastica?: la lente di vetro generalmente è migliore rispetto a quella di plastica.

“JL”

Chiariamo sui MegaPixel, quanti ne servono?

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In seguito alle richieste generiche che mi vengono fatte dalla maggioranza degli utilizzatori delle macchine fotografiche digitali, vorrei chiarire senza spiegazioni tecniche e complicate, 2 fattori importanti nella fotografia digitale, e nella sua visualizzazione su monitor e sulla stampa su carta.

Oggi i megapixel sono un richiamo pubblicitario per vendere, e per far rapidamente “invecchiare” le fotocamere in circolazione a fronte di nuovi acquisti.

La frase tipica che ci si sente dire è “quella macchina è ottima, ha un sacco di Megapixel”, fate attenzione a tali affermazioni, perché la cosa non è necessariamente vera.

La qualità di una fotocamera non si giudica dai megapixel, ma da tutt altro tipo di fattori primi tra tutti lenti e sensori, anche se spesso una buona macchina, tra la sua dotazione, ha anche molti megapixel. Ci possono essere addirittura (rari) casi in cui l’eccessivo numero di megapixel su piccoli sensori può provocare un peggioramento, quello è il caso in cui una macchina costa poco ed ha moltissimi megapixel.

Cosa sono e a cosa servono allora molti Megapixel?

Sono il numero di punti di cui è composta una foto, anche se non siamo in grado di percepirli, una foto è composta da una miriade di puntini colorati che messi tutti insieme compongono l’immagine, più questa ne contiene più difficilmente li noteremo in un ingrandimento.

Ovviamente un’immagine che ne contiene molti è “migliore”, ma questo può essere inutile, semplicemente perché a certe dimensioni, tale caratteristica, non percepibile dall’occhio umano.

Facciamo degli esempi pratici per chiarire:

Un computer o un televisore, hanno risoluzioni molto basse, questo significa che viste li, le foto da 3 megapixel in più non fanno differenza, a meno che non si vada a fare lo zoom su un punto dell’immagine, in questo caso, più megapixel ci sono, più si riesce ad ingrandire senza percepire i famosi “puntini”.

Le stampe digitali, hanno delle leggi ottiche precise, ad es.

2 megapixel sono il formato 11×15 (classico 10×15 delle analogiche o 3:2)

3 megapixel il formato 13×17 (classico 13×18 della analogiche o 3:2)

6 megapixel sono 17×23

Questo significa, che se stampiamo una foto nel classico formato 11×15 l’occhio umano non è in grado di percepire più di 2 megapixel, con il risultato che una foto da 2 o da 10 megapixel è identica!

Facile fare 2 conti adesso, se stampate nei classici formati, una macchina 3 megapixel già vi basa, poiché oggi partono quasi tutte almeno da 5, non guardate questo parametro nella scelta. In più, se non avete spazio nella vostra card di memoria, anche se avete a disposizione molti megapixel, potrete ridurli, a seconda della stampa che vorrete poi fare. Ricordate che una foto da 3 megapixel occupa metà memoria rispetto ad una 6 megapixel.

Se invece fate ingrandimenti, stampe particolari, o se volete semplicemente lasciarvi aperte tutte le possibilità, probabilmente questo articolo è inutile, perché già conoscete le leggi dell’ottica, o le andrete a studiare, perché siete già appassionati.

“Art”

Programmi automatici delle fotocamere digitali

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Vi è mai capitato di dover velocemente scattare una fotografia con la vostra macchinetta digitale per no perdere l’attimo che vi sta emozionando? Per non peccare nello scatto le digitali hanno diversi programmi adatti ad ogni tipo di situazione che, una volta settati, risolvono molti inconvenienti che spesso rovinano le nostre fotografie più belle.
Di seguito riporteremo uno schema dettagliato per evidenziare le caratteristiche principali dei programmi inseriti in quasi tutte le fotocamere presenti sul mercato.

PROGRAMMI AUTOMATICI:

Automatico: questa opzione fa in modo che tutte le impostazioni di scatto siano settate automaticamente ma questo fa in modo che tutte le fotografie vengano scattate con lo stesso settaggio e quindi per alcuni soggetti la stampa non sarà al massimo possibile.

Programmi Automatici: questa opzione setta in automatico le impostazioni del diaframma e del tempo di esposizione della macchina ma lascia modificabili altri parametri come il bilanciamento del bianco il quale è molto utile per scatti in luoghi illuminati artificialmente.

Ritratto: questo programma permette di settare il diaframma alla sua massima espansione in modo da rendere nitido lo scatto e separare bene il soggetto fotografato da ciò che lo circonda.

Paesaggio: con questo programma il diaframma della macchinetta viene settato come infinito in modo da dare limpidità alla foto per intero, sia ai soggetti/oggetti in primo piano che a quelli sul fondo.

Natura: questo programma non fa altro che regolare le tonalità di colore della fotografia e rende più brillanti i colori durante lo scatto.

Fuochi d’artificio: come dal suo nome, questo programma è adatto per fotografare i fuochi d’artificio su uno sfondo notturno dato che separa bene i vari colori dal nero del cielo.

Spiaggia/Neve: in genere questa opzione si setta quando c’è una luminosità elevata nel paesaggio che si vuole fotografare visto che aumenta il tempo di esposizione ed evita che i colori risultino sbiaditi.

Ritratto Notturno: siamo spesso abituati a inserire il flash quando l’illuminazione risulta scarsa ma ciò provoca dei difetti alla foto (esempio occhi rossi nei soggetti). Per questo, settando questo programma il flash diminuirà la sua potenza e i soggetti risulteranno con un colorito più morbido.

Candela: perfetta per fotografare una luce soffusa come la candela.

Crepuscolo/Tramonto: questo è un programma davvero molto utile per scattare foto ai tramonti ma settandolo si aumenta il rischio di scattare fotofrafie mosse.

Seppia: con questo programma si possono scattare fotografie desaturate ossia senza colori ad effetto seppia o bianco e nero.

Acqua: questo programma aumenta il tempo di otturazione della macchina digitale in modo da fotografare perfettamente oggetti in movimento come l’acqua di un fiume.

Giochi d’acqua: questa opzione è l’opposta della precedente visto che è adatta per immortalare gocce d’acqua e renderle più statiche.

Testi/Text: questo programma è ottimo per fotografare le scritte ma si deve stare attenti a non porti troppo lonti dal foglio che si vuole fotografare.

Notte: con questo programma si posso scattare fotografie notturne con un alta risoluzione ma, anche in questo caso, c’è la possibilità di creare fotografie un po mosse.

“PerL”

Piccoli consigli per foto perfette

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FOTOGRAFARE UNA PERSONA (RITRATTO)

- La lunghezza migliore dell’obiettivo per un ritratto è il medio teleobiettivo (da 90mm a 135mm).

- Se usate un obiettivo “grandangolare” (ossia a lunghezza focale sotto i 40 mm e con un angolo di inquadratura più ampio di quello dell’obiettivo normale utilizzato in genere per fotografare panorami) è consigliabile non avvicinarsi troppo al soggetto da fotografare per evitare deformazioni dei suoi lineamenti principali.

- Evitate di inquadrare il soggetto dall’alto verso il basso perchè la foto risulterebbe piatta e senza prospettiva. Un migliore effetto lo si ha inquadrando la persona dal basso verso l’alto così da dare un apparenza più slanciata alla fotografia.

- Se si sta fotografando una persona adulta in generale è consigliabile posizionare l’obiettivo della macchina fotografica all’altezza degli occhi del soggetto, mentre, se si sta fotografando un bambino l’effetto migliore lo si ha abbassandosi alla sua altezza.

FOTOGRAFARE UN PANORAMA

- Per fotografare un paesaggio è bene effettuare diversi scatti in diversi punti e ore del giorno per ottenere le stesse fotografie ma con tonalità e colori differenti. In questo modo avrete una più ampia scelta sul tipo di paesaggio che si tentava di immortalare.

- Provate ad effettuare la vostra fotografia in un ora del giorno media e in controluce, con il sole nè troppo forte nè troppo lieve.

- Inquadrate il panorama nel momento giusto evitando di immortalare anche persone di passaggio o altri elementi di disturbo.

- Se possedete un cavalletto treppiede potete provare ad effettuare diversi scatti spostandovi solo lateralmente con l’obiettivo in modo da poter in seguito attaccare le varie fotografie ed ottenere un fotogramma con proporzioni panoramiche (ad esempio 1/3). Fate però attenzione a non effettuare le fotografie al limite della precedente ma lasciate una parte da sovrapporre alle altre per rendere migliore l’effetto che poi creerete con il vostro programma di grafica. Per lo stesso motivo è consigliabile fare tali foto nella stessa ora del giorno e con la stessa illuminazione.

FOTOGRAFARE UN TRAMONTO

- Evitate di includere nella foto un oggetto o un soggetto troppo scuri (un animale, un masso, una persona) perchè in fase di stampa l’effetto non presterebbe fede a ciò che si è appena visto con l’occhio.

- Disinserite le varie opzioni automatiche della vostra macchina fotografica perchè spesso alcuni di questi strumenti deformano il colore naturale del tramonto.

- Evitate di inquadrare direttamente il sole così da dare un effetto più nitido alla foto.

- Non utilizzate filtri per fotografare il tramonto dato che i suoi forti colori potrebbero riflettersi troppo sull’obiettivo e creare riflessi antiestetici.

FOTOGRAFARE MONUMENTI

- Prima di effettuare lo scatto osservate attentamente le varie angolazioni dell’oggetto o del palazzo in modo da cogliere il particolare più interessante da immortalare.

- Sui monumenti la luce del sole ha una notevole influenza. Un edificio, una piazza o una statua hanno una visione completamente diversa a seconda dell’ora in cui viene scattata la fotografia. Per fare una buona foto dovete prestare attenzione alle ombre, che a volte posso dare un effetto suggestivo alla della scena ma che, spesso, possono confondere i piccoli dettagli dell’inquadratura.

- Utilizzando un obiettivo “grandangolare” potete dare alla foto un effetto dinamico tenendo l’inquadratura dal basso verso l’alto.

- Utilizzando un teleobiettivo potete dare alla foto un effetto imponente effettuando un inquadratura frontale.

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