dpreview.com - Un Must per gli Appassionati.

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Oggi parliamo di un considetto “must” per gli appassionati di Fotografia Digitale (oltre al nostro blog intendiamo :p) ovvero dpreview.com.

dpreview.com

Dpreview rappresenta un immenso database di recensioni di macchine fotografiche digitali che viene aggiornato quotidianamente.
Un interessante sezione è interamente dedicata agli obbiettivi fotografici, anch’essa curata ed aggiornata quanto quelle delle macchina fotografiche.

Completano il sito numerose rubriche legate al mondo della fotografia digitale e un frequentatissimo forum.

Non crediamo che nel panorama italiano esista gia’ qualcosa anche di minimamente paragonabile a dpreview.com.

E voi conoscete siti italiani o esteri sulla fotografia digitale? Cosa aspettate! Segnalateceli subito e provvedermo a scrivere un approfondita recensione.

“jx”

Errori comuni in fase di sviluppo e stampa fotografica

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Spesso può capitare di riscontrare dei “difetti” in fase di stampa delle proprie foto scattate con l’effetto bianco e nero. Tali errori sono di frequente causati dagli scatti effettuati.
Di seguito ne elenchiamo alcuni:

STAMPA SOTTOSVILUPPATA

Questo tipo di errore si verifica quando si setta l’esposizione sotto l’ingranditore ad un livello troppo elevato ed in fase di sviluppo è possibile notare tale problema in alcune parti dell’immagine che risulteranno annerite.

NEGATIVO POLVEROSO

Il negativo attira notevolmente la polvere e i più piccoli corpi estranei in fase di stampa risultano notevolmente evidenti.
Per evitare questo disagio è necessario avare maggiore cura deli negativi riponendoli negli appositi contenitori di carta (evitate quelli in vetro) e tenendoli puliti aiutarsi con l’ausilio di prodotti antistatici.
Sulla stampa finita, inoltre, è possibile ritoccare i punti bianchi dovuti alla polvere con del colore grigio per ritocco o anche una matita da disegno morbida N° 1.

CATTIVA AGITAZIONE

Questo errore viene commesso quando si immerge con poca cura la carta nel rivelatore o nel bagno d’arresto, di conseguenza, con un corretto sviluppo, anche una foto mal immersa nel rivelatore all’inizio del trattamento, ha in seguito il tempo di annerirsi uniformemente su tutta la superficie.
Per evitare questo problema è consigliabile fare molta attenzione alla fase di immersione della foto nella bacinella per impedire eventuali sacche d’aria tra il rivelatore e la carta.
Molti pensano che immergendo la foto con l’emulsione rivolta verso il basso si riesca ad ottenere un imbibimento più sicuro. Nulla di più falso. E’ consigliabile, invece, immergere la foto con l’emulsione rivolta verso l’alto e spingere la carta nel fondo della vaschetta con le apposite pinze per ottenere un risultato ottimale.

MACCHIE DI FISSAGGIO

Le macchie di fissaggio consistono in delle impronte chiare presenti sulla foto e sono causate dal tocco della carta con mani sporche di fissaggio in fase di sviluppo.

MOSSO IN STAMPA

Una fotografia mossa si può ottenere in diversi modi. Toccando dell’ingranditore durante l’esposizione, togliendo il filtro rosso ad ingranditore acceso e carta sul piano di lavoro, muovendo inavvertitamente la carta sul piano di lavoro e anche a causa dell’utilizzo di carte che tendono ad incurvarsi (baritate).
E’ consigliato utilizzare in fase di stampa un marginatore, che fa si che la carta assuma una posizione distesa e ferma.

MACCHIE FANTASMA

Tali macchie presentano contorni nitidi e si ripetono su tutte le stampe, anche di diversi negativi. Sono dovute alla presenza di corpi estranei su alcune parti della macchina come il condensatore o l’obiettivo.

CATTIVO FISSAGGIO

Una causa di cattivo fissaggio può derivare da una sovrapposizione di più stampe nella stessa bacinella che può causare un attrito tra le foto bloccandone il fissaggio.
Un litro di fissaggio è in grado di trattare fino a 1,5 metri quadrati di carta (circa 25 stampe di formato 18×24) e bisogna evitare il riutilizzo alcuni giorni dopo la preparazione.

BIANCHI SPORCHI

I bianchi sporchi sono delle gradazioni di grigio ottenute in zone che dovrebbero essere stampate in bianco. Sono causati da una dispersione di luce in camera oscura oppure dal tentativo di stampare negativi troppo densi.
Nel primo caso è necessario curare la tenuta alla luce dell’ingranditore e della camera oscura, nel secondo, basta stampare su carta più contrastata.

“spyke”

Quando è corretto adottare un filtro fotografico

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I filtri fotografici non sono necessari per tutti gli scatti. Molte fotografie possono infatti essere eseguite senza filtri ma comunque con ottimi risultati.
Quando si intende fotografare in bianco e nero è utile osservare il soggetto attraverso una successione di filtri colore per controllare se qualche colore produce un miglioramento apparente nella separazione della luminosità relativa.
Nella fotografia a colori di un panorama vale la pena di tentare l’uso di un filtro polarizzatore per vedere se è possibile migliorare la resa del cielo o se magari viene eliminata la foschia.
Quando nello scenario sono presenti riflessi visibili conviene provare ad inserire un filtro polarizzatore per tentare di migliorare l’immagine.

Per la fotografia digitale il discorso cambia notevolmente. Gli scatti eseguiti in bianco e nero non sono altro che foto a colori su cui viene effettuata una conversione facilmente modificabili con un programma di fotoritocco. Per questo motivo è molto più semplice effettuare fotografie a colori con i filtri inseriti, così da catturale le caratteristiche migliori, e poi successivamente modificarle con un software di grafica.

Per scegliere il filtro più adatto alla fotografia che si intende creare ecco alcuni piccoli consigli:

1. Un filtro dovrebbe essere usato solo quando serve.

2. Il tipo di filtro deve essere quello adeguato allo scopo prefissato.

3. All’atto dell’acquisto occorre fare attenzione alla qualità della marca (i filtri di vetro più economici possono risultare un misero affare).

4. Il filtro deve essere montato correttamente.

5. Sul vetro smerigliato e con le macchine reflex, la messa a fuoco finale deve essere effettuata con il filtro già inserito sull’obiettivo.

“Pastrugni”

Photo to Sketch 3.5

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Photo to Sketch è un semplice programma freeware, disponibile solo in lingua inglese, che permette di convertire qualsiasi immagine, sia a colori che in bianco e nero, in schizzi come quelli fatti a mano libera utilizzando una matita o una penna.
Il software dispone di un’interfaccia molto intuitiva con la quale è possibile agire sui livelli dell’immagine per creare più facilmente l’effetto desiderato.
L’utente può anche stampare direttamente il file convertito utilizzando l’apposita funzione presente nel programma.

Link per il download di Photo to Sketch 3.5

“Greta”

Irfanview

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Irfanview è uno dei migliori programmi freeware disponibili per Windows. Grazie ad esso è possibile eseguire diverse operazioni sui file come visualizzazione di immagini e gallerie, conversione, creazione slideshow, ottimizzazione e molto altro ancora…

Programma ultra-veloce, supporta un immenso numero di formati oltre ad avere un ottima sezione per convertire da un formato all’altro e lavorazione in modalità batch per rinominare le immagini in un unica operazione.

I formati supportati sono moltissimi: JPG/JPEG, GIF, BMP, DIB, RLE, PCX, PNG, TIFF, TGA, RAS/SUN, ICO, AVI, WAV, MID, RMI, WMF, EMF, PBM, PGM, PPM, IFF/LBM, PSD, CPT, MPG/MPEG, MOV, Photo-CD e Flash/Shockwave.

ISTALLAZIONE DI IRFANVIEW:

Per prima cosa entrate nel sito ufficiale www.irfanview.com

Cliccate sul link “Irfanview“, scaricate il programma e, al termine, avviate il programma.
Selezionate o deselezionate le opzioni e cliccate sul pulsante “Avanti“.

Cliccate il tasto “Avanti” fino a raggiungere la seguente schermata:

Cliccate sul pulsante “Images only” e successivamente su quello “Avanti” fino a che non appare la schermata di fine dell’istallazione.

Per l’istallazione della lingua cliccate su questo link o su questo per scaricare la patch della lingua e seguite queste istruzioni:

- Cliccate sul pulsante “Salva“.
- Cercate la cartella dove è stato istallato Irfanview e selezionare la cartella “Languages” (generalmente si tratta di C:\Programmi\Irfanview\Languages).
- Dopo che il salvataggio è stato completato cliccate su “Chiudi“.
- Avviate il programma Irfanview.
- Cliccate su “Options>Change language” e cliccate su “ITALIAN.DLL” per settare la lingua italiana.

Per accedere ai PlugIns cliccate qui.
Per scaricare altre lingue cliccate qui.

“JL”

Il Filtro Polarizzatore

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Il filtro polarizzatore non è altro che un utilissimo strumento per eliminare i riflessi dalle superfici lucide delle vostre fotografie.

Il funzionamento di questo filtro è basato sul fenomeno fisico della polarizzazione e ne esistono di due differenti tipi: lineare e circolare.

La luce, generalmente, circola libera in diverse direzioni ma quando tale luce (soprattutto una luce solare diretta) si “scontra” con una superfice lucida con un angolo superiore a un certo valore viene riflessa polarizzata in una certa direzione.
Un polarizzatore lascia passare solo la luce polarizzata con un certo angolo evitando così il riflesso sull’oggetto.

L’utilizzo principale dei polarizzatori è quello di scurire il blu del cielo in una foto mettendo in risalto le nuvole biancastre nonchè di rendere più saturi i colori della fotografia, sopratutto se si tratta di un paesaggio.

“JL”

Prova gratuita stampanti Canon

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La Canon ha creato un simpatico sistema di “prova stampa” completamente gratuito per testare le loro stampanti inkjet prima dell’acquisto. La vostra fotografia preferita (o un immagine campione che il sito offre) vi verrà recapitata a casa senza alcun costo, nemmeno di spedizione.

Ordinare la propria stampa gratuita è semplicissimo. Basta andare sul sito ufficiale Canon Europe, inviare la propria fotografia con un semplice “sfoglia“, selezionare la stampante con cui desiderate che la vostra foto venga stampata, lasciare i vostri dati anagrafici per la ricezione della merce.

Una volta fatto tutto ciò a casa vi arriverà la prova stampa Canon e tutte le informazioni sulla stampante scelta per questa prova:

prova stampa canon

“JL”

Chiariamo sui MegaPixel, quanti ne servono?

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In seguito alle richieste generiche che mi vengono fatte dalla maggioranza degli utilizzatori delle macchine fotografiche digitali, vorrei chiarire senza spiegazioni tecniche e complicate, 2 fattori importanti nella fotografia digitale, e nella sua visualizzazione su monitor e sulla stampa su carta.

Oggi i megapixel sono un richiamo pubblicitario per vendere, e per far rapidamente “invecchiare” le fotocamere in circolazione a fronte di nuovi acquisti.

La frase tipica che ci si sente dire è “quella macchina è ottima, ha un sacco di Megapixel”, fate attenzione a tali affermazioni, perché la cosa non è necessariamente vera.

La qualità di una fotocamera non si giudica dai megapixel, ma da tutt altro tipo di fattori primi tra tutti lenti e sensori, anche se spesso una buona macchina, tra la sua dotazione, ha anche molti megapixel. Ci possono essere addirittura (rari) casi in cui l’eccessivo numero di megapixel su piccoli sensori può provocare un peggioramento, quello è il caso in cui una macchina costa poco ed ha moltissimi megapixel.

Cosa sono e a cosa servono allora molti Megapixel?

Sono il numero di punti di cui è composta una foto, anche se non siamo in grado di percepirli, una foto è composta da una miriade di puntini colorati che messi tutti insieme compongono l’immagine, più questa ne contiene più difficilmente li noteremo in un ingrandimento.

Ovviamente un’immagine che ne contiene molti è “migliore”, ma questo può essere inutile, semplicemente perché a certe dimensioni, tale caratteristica, non percepibile dall’occhio umano.

Facciamo degli esempi pratici per chiarire:

Un computer o un televisore, hanno risoluzioni molto basse, questo significa che viste li, le foto da 3 megapixel in più non fanno differenza, a meno che non si vada a fare lo zoom su un punto dell’immagine, in questo caso, più megapixel ci sono, più si riesce ad ingrandire senza percepire i famosi “puntini”.

Le stampe digitali, hanno delle leggi ottiche precise, ad es.

2 megapixel sono il formato 11×15 (classico 10×15 delle analogiche o 3:2)

3 megapixel il formato 13×17 (classico 13×18 della analogiche o 3:2)

6 megapixel sono 17×23

Questo significa, che se stampiamo una foto nel classico formato 11×15 l’occhio umano non è in grado di percepire più di 2 megapixel, con il risultato che una foto da 2 o da 10 megapixel è identica!

Facile fare 2 conti adesso, se stampate nei classici formati, una macchina 3 megapixel già vi basa, poiché oggi partono quasi tutte almeno da 5, non guardate questo parametro nella scelta. In più, se non avete spazio nella vostra card di memoria, anche se avete a disposizione molti megapixel, potrete ridurli, a seconda della stampa che vorrete poi fare. Ricordate che una foto da 3 megapixel occupa metà memoria rispetto ad una 6 megapixel.

Se invece fate ingrandimenti, stampe particolari, o se volete semplicemente lasciarvi aperte tutte le possibilità, probabilmente questo articolo è inutile, perché già conoscete le leggi dell’ottica, o le andrete a studiare, perché siete già appassionati.

“Art”

Programmi automatici delle fotocamere digitali

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Vi è mai capitato di dover velocemente scattare una fotografia con la vostra macchinetta digitale per no perdere l’attimo che vi sta emozionando? Per non peccare nello scatto le digitali hanno diversi programmi adatti ad ogni tipo di situazione che, una volta settati, risolvono molti inconvenienti che spesso rovinano le nostre fotografie più belle.
Di seguito riporteremo uno schema dettagliato per evidenziare le caratteristiche principali dei programmi inseriti in quasi tutte le fotocamere presenti sul mercato.

PROGRAMMI AUTOMATICI:

Automatico: questa opzione fa in modo che tutte le impostazioni di scatto siano settate automaticamente ma questo fa in modo che tutte le fotografie vengano scattate con lo stesso settaggio e quindi per alcuni soggetti la stampa non sarà al massimo possibile.

Programmi Automatici: questa opzione setta in automatico le impostazioni del diaframma e del tempo di esposizione della macchina ma lascia modificabili altri parametri come il bilanciamento del bianco il quale è molto utile per scatti in luoghi illuminati artificialmente.

Ritratto: questo programma permette di settare il diaframma alla sua massima espansione in modo da rendere nitido lo scatto e separare bene il soggetto fotografato da ciò che lo circonda.

Paesaggio: con questo programma il diaframma della macchinetta viene settato come infinito in modo da dare limpidità alla foto per intero, sia ai soggetti/oggetti in primo piano che a quelli sul fondo.

Natura: questo programma non fa altro che regolare le tonalità di colore della fotografia e rende più brillanti i colori durante lo scatto.

Fuochi d’artificio: come dal suo nome, questo programma è adatto per fotografare i fuochi d’artificio su uno sfondo notturno dato che separa bene i vari colori dal nero del cielo.

Spiaggia/Neve: in genere questa opzione si setta quando c’è una luminosità elevata nel paesaggio che si vuole fotografare visto che aumenta il tempo di esposizione ed evita che i colori risultino sbiaditi.

Ritratto Notturno: siamo spesso abituati a inserire il flash quando l’illuminazione risulta scarsa ma ciò provoca dei difetti alla foto (esempio occhi rossi nei soggetti). Per questo, settando questo programma il flash diminuirà la sua potenza e i soggetti risulteranno con un colorito più morbido.

Candela: perfetta per fotografare una luce soffusa come la candela.

Crepuscolo/Tramonto: questo è un programma davvero molto utile per scattare foto ai tramonti ma settandolo si aumenta il rischio di scattare fotofrafie mosse.

Seppia: con questo programma si possono scattare fotografie desaturate ossia senza colori ad effetto seppia o bianco e nero.

Acqua: questo programma aumenta il tempo di otturazione della macchina digitale in modo da fotografare perfettamente oggetti in movimento come l’acqua di un fiume.

Giochi d’acqua: questa opzione è l’opposta della precedente visto che è adatta per immortalare gocce d’acqua e renderle più statiche.

Testi/Text: questo programma è ottimo per fotografare le scritte ma si deve stare attenti a non porti troppo lonti dal foglio che si vuole fotografare.

Notte: con questo programma si posso scattare fotografie notturne con un alta risoluzione ma, anche in questo caso, c’è la possibilità di creare fotografie un po mosse.

“PerL”

Kit Cubelite

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Come allestire uno studio fotografico in pochissimo spazio!
Ebbeni si. Tra le innumerevoli innovazioni del mondo della fotografia professionale abbiamo scovato questo gioiellino della tecnologia adatto ai professionisti del settore: Cubelite.
Il kit “fai da te” che oggi vi recensiamo è uno strumento utilissimo per chi ha la necessità di creare in poco spazio un vero e proprio studio per immagini.
Il kit è completissimo. Contiene il cubelite (ovviamente), una lampada con faro e stativo telescopico, uno pannello bianco in pvc, un pannello riflettente, una custodia e una valigetta. Molto manegevole grazie alla comoda custodia e semplice da montare grazie alle dettagliate istruzioni presenti all’interno del kit. A rendere ancora più acquistabile questo prodotto, oltre al prezzo accessibilissimo, sono le numerose video guide e i file pdf con le istruzioni presenti sul web, alcune delle quali si trovano proprio sul sito ufficiale: cubelite.it.

Cubelite è predisposto anche per la fotografia di oggetti appesi grazie all’utile gancio utilizzabile per inserire un semplice filo di nilon e l’oggetto che si desidera immortalare.
Il kit è disponibile in commercio in dievrse dimensioni adatte ad ogni esigenza: 60 cm, 90 cm, 12 cm, 150 cm, 200 cm.

Unica pecca di questo utile e comodo kit è la sola sorgente di luce disponibile. Effettivamente, se utilizzandolo così com’è le foto risultano essere quasi come scattate in un vero studio fotografico, avendo a disposizione un’ altra fonte di luce da adattare al cubo, i risultati sarebbero di gran lunga migliori, addirittura paragonabili realmente agli scatti effettuati in un ambiente di lavoro professionale.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI:

- Tessuto speciale per la diffusione della luce che si può perfettamente notare nell’esempio riportato qui sotto:

Cubelite.jpg

- Pannello frontale antiriflesso.

- Sfondi intercambiabili. Potete usare qualsiasi tipo di fondo colorato ed è disponibile una vasta gamma composta da 31 colori diversi.

- Illuminazione multipunto.

- Pannello riflettente orientabile.

- Portabilità. Si ripiega perfettamente e facilmente e si ripone con tutti gli accessori nella sua comoda custodia portatile:

Cubelite

- Versatilità.

In conclusione si mostra come un prodotto di eccezionale facilità di utilizzo, comodità d’uso e ottima qualità.

cubelite.jpg

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